Incubo

April 6, 2006

Sono la donna del tuo sogno, sono la donna-miraggio, spirito caldo e corpo virtuale, sono la figura dell’azzardo, la falsa testimonianza resa a tua moglie, sono l’ironico angelo della notte, sofisticato, senza grilli nella testa, io sono il tuo madrigale, donna-cagna obbedientissima, pronta a calarsi le mutandine e farsi penetrare, sono la tua donna viscerale, che mai oppone resistenza, tu sempre vincitore in prossimità del mio fiume, io la donna-scolo, la donna-girandola, col bellissimo fondoschiena che è un’aspra avventura, tutta gemiti e sibili d’amore e capace di risucchiarti nel mercimonio della carne, donna-roditore, inesistente eppure così presente, donna dalla sintassi breve e non lineare, e se mi sogni con i seni mozzi, o con le braccia tanto lunghe da toccar terra, o sul balcone appesa a testa in giù e intenta a bere la mia stessa piscia, se mi sogni dietro piatti e pentole o a volteggiare in palestra, o a scarabocchiare dialoghi solitari in francese, donna-matita senza struttura che si tiene, dotata di un corpo curioso, spettinata, io dolce chimera sognata, se sogni il mio corpo minuscolo e il mio aspetto mostruoso e allo stesso tempo affascinante, donna ambigua dai lunghi capelli neri, dall’aspetto fiero, se dunque mi sogni come leonessa sempre pronta ad assalire ogni cosa in movimento, donna-storia, gelida landa inattraversabile, e con la pelle vellutata ricoperta da folta peluria, tanto che ogni carezza che mi dai nel sogno, ogni tua carezza celebrale, ti dà i brividi, o se mi sogni con l’alito infuocato, come vomitassi fiamme, io con la mia bellezza assurda, se sono il tuo sogno vano, amante terrorizzante o regina senza corte, sempre colpita da mille frecce e sempre pronta a rialzarmi, io sognata torcendomi in spasimi atroci, in preda a un male sconosciuto, piena di luce e di dolore, fiera nonostante la sconfitta, col mondo intorno a rovesciarmi addosso l’incandescenza del suo guasto, costretta a una civiltà che è aggressione, se nonostante tutto ciò mi sogni piacevole, bella come un grappolo d’uva maturo, donna multicolore ornata di una bocca gaudente, sublime quanto il mio buco del culo, se mi sogni come un fiore, come un fiore nel macello, come un fiore altero, come un fiore segreto da regalare, come un fiore che emana un profumo d’abisso, arcaico, poco lirico, attraente e pieno di sgomento, come un fiore di carne, rosso e inimitabile, se mi sogni traboccante di vita, pallida, gioconda, e di un erotismo che crea scompiglio, se mi sogni desiderata da molti, sempre sulla bocca di tutti, ma mai cercata per davvero, visto che tutti si scostano al mio passaggio, visto che tutti mi fischiano dietro poi cercano la tranquillità tra le gonne ombrose e spente delle mogli, delle sacre mogli tradite con amanti occasionali, delle figlie-bambine portate a letto nell’omertà della famiglia tutta, della famiglia-carcere, forma feroce della sottomissione, ecco, se mi sogni annaspando ubriaca di gioia, allora il tuo sogno è un incubo.